Killer Clans (Liu Xing Hu Die Jian)

Il regista Chu Yuan mescola i generi e le influenze: il film è un alto esempio della tarda epoca dei wuxiapian, ancora fastosi ma sulla via del declino. Uno sguardo critico.

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La collezione Sandretti

Si tratta di oltre ventimila pezzi fra dipinti, sculture, opere grafiche, porcellane, manifesti, cartoline illustrate, distintivi, oggetti e libri, che rispecchiano il processo artistico, culturale e politico della Russia/Unione Sovietica nel corso di tutto il XX secolo.

Meili Shiguang

un film che poggia la sua forza sull'uso di un linguaggio figurato, dove il realismo dell'osservazione sociale e del dettaglio quotidiano si mescola e si contamina continuamente con la dimen-sione del sogno/desiderio dei personaggi.

 

 

 

 

Ten– Dieci sequenze per raccontare la donna iraniana

Kiârostami, in Ten, non si interessa più del rapporto tra l'uomo e la natura, come nei precedenti film, ma tra l'uomo e la cultura, in particolare tra l'uomo e la donna, raccontando di come la condizione femminile dipenda sempre e comunque dalle esigenze e dalle pretese maschili. Il tutto senza che la mdp mostri mai un uomo sulla scena

 

 

 

 

Il tempo e lo sguardo: conversazione con Aoyama Shinji

Aoyama si è occupato di cinema dapprima dal punto di vista critico e, solo successivamente, in prima persona come regista. L'aspetto ermeneutico dei codici visivi e narrativi è quello di maggior peso nella sua filmografia, come mostra emblematicamente Desert Moon.

Sarin-ǓI Ch'uoK (Memories of Murder)

Dopo Barking Dogs Never Bite Bong Joon-ho si ripropone con un thriller che sfuma nel comico e nel grottesco, raccontando la storia vera di una serie di omicidi avvenuti fra il 1986 e il 1991 nella regione del Kyeongki. Un caso tutt'ora irrisolto, e che all'epoca ha seminato il panico fra la gente del luogo.

 

 

 

 

Song of a fisherman

Sono frammenti incompleti quelli che ci restano di questo capolavoro, ma sufficienti per valutarne la potenza espressiva, la denuncia implacabile alla società che richiede delle vittime per poter progredire, così come il lirismo di fondo del nascente cinema cinese, il passaggio ormai preannunciato e obbligato dal muto al parlato ed infine gli esperimenti, timidi ma presenti, con il linguaggio cinematografico.

 

 

 

 

Didattica Indiana: Profilo di Adoor Gopalakrishnan

Adoor Gopalakrishnan è una figura di spicco del cinema del Kerala. Il regista si avvale spesso di percorsi circolari, come dinamica che si avvolge su se stessa: il protagonista trova la sua dimensione in un preciso impianto storico e l'affresco della società si specchia nell'agire del singolo.